promenade bolognaVuoi visitare Bologna con gli occhi di chi la vive e la conosce davvero? È possibile scegliendo uno dei tanti percorsi proposti da Promenade a Bologna.

Non c’è dubbio al riguardo. Il modo più autentico per visitare e conoscere una città nuova è affidarsi agli occhi di chi la conosce e la vive ogni giorno. A partire da questo presupposto nasce Promenade a Bologna, la guida di Bologna Welcome che attraverso l’esperienza e la testimonianza di cittadini più o meno noti, accompagna il visitatore in un percorso ricco e capace di toccare le più variegate e alte espressioni del territorio bolognese.

Dal patrimonio culturale a quello paesaggistico, fino alle eccellenze della gastronomia e del tessuto produttivo: Promenade Bologna offre una visione fresca e inedita della città felsinea.

Tra i Portici di Bologna

Non solo semplice monumento, ma simbolo della città. Con la loro lunghezza di 62 chilometri i portici di Bologna rappresentano un unicum nel mondo. Una rete architettonica articolata e che da San Luca a piazza Cavour, da via Santa Caterina al Treno della Barca avvolge la città. Consapevoli della loro unicità l’amministrazione sta lavorando per candidare i portici a patrimonio mondiale UNESCO. A proposito l’attuale primo cittadino Virgilio Merola, scelto come guida di questo tour, ha affermato. “Il portico a Bologna è infatti la casa di tutti, un luogo di incontro e un luogo che protegge, dal sole come dalla pioggia. È uno dei simboli della nostra città e il percorso per la candidatura rappresenta anche una importante scommessa civica perché questa sfida è un sentimento che accomuna tutta la città”. In questa Promenade dunque potrete scoprirete la storia dei principali portici in tutte le loro sfaccettature e peculiarità. E potete stare certi che lungo 62 chilometri le sorprese non mancheranno.

Nella Città della Musica UNESCO

promenade bolognaBologna è una città con una grande storia musicale e con tanti luoghi che ne sono diventati i poliedrici protagonisti per rappresentare i più svariati generi musicali”. Ad aprire le porte della Bologna musicale sono le parole e l’esperienza di Paolo Fresu, jazzista di fama internazionale. Come afferma Paolo, infatti, Bologna è una piazza poliedrica e capace di accontentare i gusti di tutti. Ovviamente non nega la vocazione naturale al jazz, genere che nella città felsinea vanta una tradizione straordinaria e che trova massima espressione nei concerti della Cantina Bentivoglio (Via Mascarella, 4/b), del Bravo Caffè (Via Mascarella, 1) e, infine, del nuovissimo Camera Jazz & Music Club in Vicolo Alemagna. Tuttavia se non siete amanti del genere, dont’worry. Come abbiamo già detto, possibilità alternative non mancano.

Il rock e l’indie hanno il loro quartiere generale al Covo (Viale Zagabria, 1), al Locomotiv (Via Sebastiano Serlio, 25/2) e al più recente Mikasa (Via Emilio Zago,14). Mentre le avanguardie dell’elettronica si stanno sedimentando sempre di più grazie al riuscitissimo Robot Festival. Infine, per gli amanti dell’opera e del balletto il Teatro Comunale propone ogni anno un cartellone di richiamo internazionale.

Nella Terra del Gusto

La Bologna dei sapori autentici e della tradizione trova la sua guida nella figura di Alberto Bettini, titolare della storica Trattoria da Amerigo a Savigno. Dopo una veloce scalata alla Torre degli Asinelli, Alberto invita tutti a spostare lo sguardo verso San Luca e quindi verso i colli. È dunque un viaggio dei sensi alla scoperta dei tesori gastronomici che custodisce l’entroterra bolognese. Si parte da Savigno dove tra salici, pioppi e querce si raccoglie da decenni il tartufo bianco. “Indiscutibilmente di elevata qualità, il nostro Tartufo Bianco, è stato venduto per anni, in giro per il mondo, come il Tartufo d’Alba – commenta Bettini – ora qualche coraggioso ristoratore e qualche commerciante di fuori zona lo propone già come Tartufo dei Colli Bolognesi”. Quindi si passa all’attività vinicolo che negli ultimi 50 anni ha fatto importanti passi riducendo il gap con altri territori. “Il Pignoletto ora sta ottenendo i successi che merita e una visita ad una cantina non deve mancare durante la gita in Valsamoggia”, sentenzia Alberto.

Per scaricare l’intera guida di Bologna Welcome clicca qui.

(Marco Lessi)

 

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